La classifica dei Licei: qualche commento sulla ricerca di Eduscopio (fond. Agnelli)

Annualmente, in corrispondenza con gli open day organizzati dalle scuole, la Fondazione Agnelli pubblica la sua ricerca “Eduscopio“.

Naturalmente per le famiglie risulta un sistema comodo e oggettivo per scegliere la scuola da proporre alla propria ragazza o al proprio ragazzo. Tra i criteri di una scuola giudicata buona (e che sarà nella parte alta della classifica) c’è la qualità della preparazione, che consentirà un percorso più agevole soprattutto all’Università.

Spesso, però, la scuola “dura” o “severa” non è necessariamente un elemento che va a braccetto con la preparazione, e ce lo dice la ricerca stessa, come riporta il Corriere della Sera .

«Questa edizione di Eduscopio è ancora più ricca, i genitori troveranno per la prima volta i risultati dei licei scientifici delle scienze applicate scorporati dai tradizionali, così come l’opzione economico sociale dei licei delle scienze umanefa notare Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnellima abbiamo anche deciso di andare a verificare se le scuole migliori fossero le più severe, un’ipotesi di partenza che è stata smentita: non c’è alcuna correlazione, semmai è vero il contrario». E così può capitare che il liceo Cavour, da 3 anni primo nella classifica generale dei classici, risulti anche tra i più «inclusivi». Malgrado un’immagine difficile da scrollarsi di dosso, riesce a portare al diploma senza bocciature o abbandoni il 70,7% dei suoi studenti. «Sono moltissimi anni che investiamo sul recupero e sul sostegno — commenta la preside Manuela Ainardi —. Mi fa piacere che la statistica riconosca il nostro impegno». 

Quindi non è la severità, la durezza, la quantità di compiti o altri elementi che formano con successo i nostri ragazzi e ragazze: è la capacità di essere inclusivi.