Accoglienza di studenti stranieri presso il Liceo Bottoni

Vorrei condividere con tutti i genitori questa bella e positiva esperienza di accoglienza di studenti stranieri che desiderano venire in Italia per un periodo significativo della loro vita.

Grazie all’interessamento della Prof. Ferrari ho potuto apprezzare l’esperienza di una famiglia del Bottoni che ha ospitato recentemente una ragazza australiana.
Ho quindi contattato l’associazione WEP che mi ha fornito ulteriori informazioni, anche di carattere molto pratico, per quelle famiglie che desiderassero affrontare questa esperienza nel prossimo anno 2019-2020.
Qui il link per alcuni approfondimenti.
Alcune informazioni immediate:
  • per vivere l’esperienza occorre disporre di un letto in più (singolo o in stanza con il proprio figlio/a); non sono considerate praticabili soluzioni in divano letto/soggiorno/ecc.
  • la permanenza dell’ospite è di qualche mese oppure per tutto il periodo scolastico.
  • non sono previsti rimborsi spese di alcun tipo; il ragazzo/a ha un suo proprio “pocket money” per le spese personali o voluttuarie, ma per il vitto è a carico della famiglia ospitante.
  • i ragazzi provengono da ogni parte del mondo, prevalentemente Turchia (dove frequentano il liceo italiano), Australia, Messico. Parlano tutti perfettamente l’inglese ma non tutti hanno un’elevata conoscenza dell’italiano (o un’elevata predisposizione ad apprenderlo).
  • la procedura di “matching” tra la disponibilità e la richiesta è gestita completamente da WEP, che si incarica di valutare la famiglia ospitante e il ragazzo ospite; in questa fase occorre essere molto chiari sulle proprie preferenze e disponibilità.
Invito tutti coloro che fossero interessati, anche in modo generico,  a compilare il seguente modulo in modo che si possa verificare con WEP l’opportunità di un incontro di conoscenza e approfondimento.
Ecco l’esperienza diretta di Daniela Fantini, che ringrazio per la sua preziosa lettera.
Gentili genitori,
vi scrivo su suggerimento del Presidente del Comitato Genitori per raccontarvi la nostra storia di accoglienza di una studentessa straniera, nell’ambito della nuova opportunità di maggiore apertura delle porte del nostro Liceo a studenti stranieri.
Abbiamo ospitato una ragazza australiana, Amy, da settembre 2018 a gennaio 2019. A me e a mio marito piace scambiare esperienze con persone provenienti da diversi paesi e contesti e incoraggiare i nostri figli a conoscere persone diverse, fare amicizia, imparare le lingue. In generale apprezziamo molto lo scambio tra studenti come esperienza di vita oltre che come un’occasone di apprendimento delle lingue.
Abbiamo organizzato l’ospitalità con l’agenzia WEP che ci ha supportato con successo su tutti i diversi aspetti, tramite una persona dedicata altamente qualificata, tutor dei ragazzi dell’area milanese. In particolare si sono occupati principalmente di:
– trovare la ragazza con le caratteristiche più simili a quelle della nostra famiglia, sulla base delle nostre indicazioni riassunte in una breve lettera
– interfacciare tra noi ed Amy e la sua famiglia, con scambio di documenti, informazioni, foto, etc.
– occuparsi delle pratiche amministrative: visto, pratica di ospitalità per la questura, casellario giudiziale a garanzia dell’affidabilità della nostra famiglia, pratiche con la scuola, etc.
– gestire l’animazione del gruppo di stranieri in Italia coinvolgendo anche le famiglie ospitanti (qualche cena e gite aperte a tutti, in particolare ai “fratelli/sorelle” ospitanti)
Ora alcune informazioni pratiche sulle modalità con cui si svolge l’ospitalità:
– l’ospitalità può avere diversa durata, indicativamente 2-3 mesi, 4-5 mesi, 9-10 mesi
– le famiglie italiane non sono retribuite, devono fornire vitto e alloggio, tutte le altre spese sono a carico dell’ospite (abbonamento ATM, iscrizioni sportive, gite, etc.)
– è prevista una gita a Venezia a carico della famiglia ospitante
– in vari periodi WEP organizza gite per i ragazzi, aperte a “fratelli/sorelle” ospitanti: principalmente, Milano (Castello Sforzesco, Pinacoteca Brera, Mudec, CityLife, Museo del ‘900, Duomo, etc.), all’arrivo dal paese a Roma, poi Torino, laghi Como e Maggiore, Firenze e Pisa
– gli ospiti devo essere trattati come i propri figli, l’ideale è accogliere ragazzi con età simile a quella dei propri figli (i ragazzi anglosassoni viaggiano dai 15 anni in poi)
– i ragazzi vengono inseriti nel nostro Liceo, nella classe corrispondente all’età perchè, anche se non conoscono bene la lingua italiana e i contenuti della scuola italiana, l’aspetto più importante per loro è la socializzazione con ragazzi della stessa età. Generalmente i ragazzi non vengono inseriti nella stessa classe dei “fratelli/sorelle” ospitanti per ampliare le opportunità di socializzazione dei ragazzi stranieri
Un saluto cordiale,
Daniela