I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

Con la sigla BES facciamo riferimento ai Bisogni Educativi Speciali e, in modo particolare, a tutti quegli alunni che presentano delle difficoltà che richiedono interventi individualizzati.

Avere Bisogni Educativi Speciali non significa obbligatoriamente avere una diagnosi medica e/o psicologica, ma essere in una situazione di difficoltà, anche temporanea, e avere la necessità di ricorrere ad un intervento mirato, personalizzato, da parte della scuola.

Rispetto alla diagnosi di una malattia, la valutazione dei “Bisogni Educativi Speciali” non è discriminante per almeno tre motivi: in primo luogo fa riferimento ad un panorama di bisogni molto ampio, in secondo luogo non si riferisce solo a cause specifiche e infine indica che il bisogno o i bisogni non sono stabili nel tempo, ma possono venire meno o essere superati.

Questo concetto è qualcosa che riguarda ciascuno di noi perché chiunque potrebbe incontrare nella propria vita situazioni che gli creano Bisogni Educativi Speciali: è per questo motivo che è doveroso rispondere in modo serio e adeguato a questo problema.

Gli studenti che mostrano di avere Bisogni Educativi Speciali non sono solo quelli in possesso di una certificazione (il 2-3%), ma sono molti di più (10%), sono tutti coloro che necessitano di attenzione e spesso di interventi mirati.

Nelle scuole si trovano sia studenti con Bisogni Educativi Speciali con diagnosi psicologica e/o medica, sia studenti con Bisogni Educativi Speciali senza diagnosi. Proviamo ad approfondire questo tema per comprenderlo meglio e per avere tale situazione maggiormente sotto controllo.

Nel primo caso le categorie diagnostiche fanno riferimento al DSM-IV e all’ICD-10. Vi rientrano il ritardo mentale, i disturbi generalizzati dello sviluppo, il disturbo artistico, i disturbi dell’apprendimento, i disturbi di sviluppo della lettura, i disturbi di sviluppo del calcolo, i disturbi di sviluppo dell’espressione scritta, i disturbi di sviluppo dell’articolazione della parola, i disturbi di sviluppo del linguaggio espressivo, i disturbi di sviluppo nella comprensione del linguaggio, i disturbi del comportamento, i disturbi da deficit di attenzione e iperattività, i disturbi della condotta, il disturbo oppositivo-provocatorio e infine vi sono le patologie che riguardano la motricità, quelle sensoriali, neurologiche o riferibili ad altri disturbi organici.

Nel secondo caso, invece, rientrano tutti quegli alunni che non corrispondono perfettamente ai parametri appena citati, perché la loro situazione pare meno netta e più sfumata. Questa tipologia di studenti è però presente e abita la scuola anche in modo piuttosto considerevole.

Ed è proprio a questa seconda categoria che il legislatore e le istituzioni hanno posto particolare attenzione negli ultimi anni. Le recenti disposizioni ministeriali sugli studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES) hanno suscitato un vivace dibattito dentro e fuori la scuola sui metodi e le risorse per garantire un corretto accesso all’apprendimento per tutti gli studenti con svantaggi e difficoltà.

Documenti utili per l’approfondimento:

Uff Scolastico Lombardia – BES

Circolare Ministeriale n. 8-13

Direttiva Ministeriale 27-12-12

Legge 170-2010