Category Archives: A.s. 2016/17

RACCOLTA BOLLINI/TAGLIANDI 2016

“Coop per la Scuola” e “Amici di Scuola” esselunga.
E’ iniziata la raccolta di bollini e tagliandi.

Anche quest’anno due tra le più importanti catene di supermercati attive in lombardia hanno lanciato campagne di fidelizzazione che prevedono la distribuzione di bollini e/o buoni che, se raccolti e consegnati alla scuola, daranno poi la possibilità a quest’ultima di scegliere prodotti anche di considerevole entità, gratuitamente, da un apposito catalogo.

Le due iniziative di cui abbiamo notizia sono:

“Coop per la Scuola”, la campagna di mobilitazione che da anni coinvolge soci, clienti, studenti, genitori e insegnanti in una grande staffetta per aiutare gli istituti scolastici del territorio ad arricchire l’ambiente scolastico e innovare la didattica. I bollini verranno distribuiti dal 1°settembre al 14 dicembre 2016 in tutti i negozi Coop Lombardia.

“Amici di Scuolaè l’iniziativa analoga rivolta ai clienti di Esselunga.
In questo caso i buoni verranno distribuiti a partire all’8 settembre fino al 16 novembre in tutti i punti vendita Esselunga.

Nei due cataloghi sono disponibili prodotti multimediali e di uso quotidiano, attrezzature sportive, kit per laboratori e strumenti formativi.
Basterà fare la spesa, ritirare i buoni e consegnarli al liceo Bottoni: verranno raccolti in un’urna e caricati a sistema.
La scuola potrà poi ordinare, all’interno di un catalogo premi appositamente studiato, il materiale didattico e le attrezzature informatiche e multimediali scelte. I premi verranno consegnati alla scuola al termine delle iniziative.

Questo non vuole essere un suggerimento a servirsi dei punti vendita sopra menzionati, ma un invito a coloro che già utilizzano questi punti vendita a ritirare i bollini e i buoni e a portarli, tramite i propri figli, a scuola, nelle apposite urne di raccolta collocate all’ingresso del Bottoni.

Se possiamo, diamo una mano al liceo anche in questo senso. Costa solo un po’ di buona volontà.

Segnalateci pure altre iniziative di cui siete a conoscenza.

UNIVERSITA’ E LAVORO

Il 6 febbraio 2016 si è svolto, per il terzo anno consecutivo, l’incontro:

Università e mondo del lavoro: il futuro si costruisce nel presente.

Professionisti affermati nei diversi ambiti lavorativi condividono le proprie esperienze con gli studenti del quinto anno.

Bottoni- 2016 defA3La tavola rotonda, organizzata dal Liceo Scientifico Piero Bottoni, in collaborazione con il Comitato Genitori, si colloca fra le iniziative di orientamento in uscita per le classi quinte.

Scopo di questa attività è quello di incontrare alcuni professionisti, laureati in discipline tecnico/scientifiche e non, verso le  quali potrebbero essere interessati i diplomati di un liceo scientifico.

Ogni relatore ha raccontato il suo percorso di studio e la sua esperienza personale di inserimento nel mondo del lavoro, fornendo agli studenti la sua personale opinione su perché e come affrontare gli studi universitari.
L’intento è stato quello di fornire spunti di riflessione ai ragazzi riguardo la scelta del percorso universitario a cui iscriversi, sulla base delle loro personali inclinazioni e delle opportunità lavorative che si potrebbero presentare loro, terminati gli studi.

All’esposizione dei professionisti, è seguita un’ampia discussione, in cui i ragazzi hanno potuto rivolgere domande ai relatori e approfondire alcune tematiche che hanno ritenuto di particolare interesse.

Gianni Frascotti

ANNUARIO 2015/16

Anche quest’anno il Comitato Genitori ha impaginato l’annuario del Bottoni, in collaborazione con la Dirigente, il Prof. Tomaselli e numerosi studenti che hanno provveduto alla realizzazione e alla selezione delle foto.

Cover annuario 2016 annuario 2016

Nella pubblicazione sono inserite le attività più significative dell’ a.s. 2015/16, fra cui le uscite didattiche e i viaggi di istruzione, gli stage linguistici delle classi quarte, le attività culturali e sportive dell’anno, oltre, ovviamente alle foto di tutte le classi.

Un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’annuario, un buon ricordo del trascorso anno scolastico. Da conservare con cura.

TUTTO E’ MIO, NIENTE MI APPARTIENE, …

La Dott. Maria Rita Donadei ha lasciato il 31 ottobre il suo incarico a Bottoni per assumere la direzione di un altro istituto scolastico milanese, al termine di un ciclo durato 6 anni.

Pubblichiamo di seguito il suo messaggio di commiato, ringraziandola ancora per il lavoro svolto in questo periodo per la nostra scuola e augurandole il meglio per gli anni a venire.

 

Tutto è mio, niente mi appartiene, nessuna proprietà per la memoria,  e mio finchè guardo. (elegia di viaggio, La gioia di scrivere di Wistawa Szymborska)

Domani lascerò la direzione del Liceo Bottoni concludo cosí il mio terzo incarico da dirigente “di ruolo”.
I sei anni trascorsi al Bottoni sono stati, senza dubbio, impegnativi ma anche entusiasmanti.
Sono riuscita ad ammodernare il Liceo quanto a strumentazioni tecnologici per la didattica ma anche per una migliore e proficua collaborazione scuola- famiglia.

Abbiamo lavorato tanto in questi anni per rendere il liceo una scuola sistema ma anche per migliorare i nostri risultati.

Nell’augurare al collega Giuseppe Vincolo, a tutti i docenti, al personale tecnico e ausiliario, a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi e alle loro famiglie un brillante anno scolastico e il raggiungimento di tutti i traguardi che stanno loro a cuore vorrei sentitamente ringraziare tutti coloro i quali hanno collaborato con me in questi anni con pazienza, entusiasmo e professionalità.

Ringrazio tutti i docenti, i collaboratori che si sono generosamente spesi per assicurare gli standard del servizio all’utenza e per trovare sempre nuovi strumenti e strategie per migliorare e valorizzare le performance degli studenti.

Ringrazio gli assistenti amministrativi per la loro costante attività a volte anche poco conosciuta, gli assistenti tecnici che hanno reso i laboratori ambienti efficienti e curati, i collaboratori scolastici che hanno contribuito a rendere il liceo un ambiente con aspetto gradevole e curato, ad accogliere i visitatori e a renderlo un ambiente sicuro accogliendo i visitatori e vigilando con sensibilitá e buon senso i giovani studenti.

Ringrazio il presidente Andrea Pusca e i componenti del CdI, i genitori rappresentanti di classe, i componenti del comitato genitori per la loro costruttiva collaborazione.

Ringrazio le ragazze e i ragazzi che ho visto crescere in questi anni, mi hanno trasmesso tanto permettendomi di entrare nel loro mondo…!

Il mio è un triste addio, lascio questo Liceo a cui ho dato tanto in un’estate particolarmente segnata da perdite e dolore.

A tutti e a ciascuno di voi un abbraccio e un augurio sincero.

M. Rita Donadei

TREKKING DEL BOTTONI

A fine giugno, come ormai consuetudine per il nostro liceo, il Prof. Giacinto Tomaselli ha organizzato il trekking del Bottoni, che quest’anno si è sviluppato tra la Valtournanche e la valle del Lys.

Ringraziando il Prof. Tomaselli per la sempre grande disponibilità, pubblichiamo di seguito  il resoconto dell’iniziativa.

“Martedì 28 giugno  10 ragazzi del Bottoni e il sottoscritto partono alla volta delle grandi montagne della Val d’Aosta. Il ritrovo è alla’autostazione di Lampugnano dove, con l’ultimo saluto ai genitori venuti ad accompagnare, prende uffcialmente il via la settima edizione del Trekking estivo del Liceo Bottoni. A Marcallo i ragazzi fanno la conoscenza con Barbara, un’accompagnatrice di media montagna che ha voluto essere del gruppo, offrendo le proprie competenze e il proprio entusiasmo per questa piccola avventura pedestre. Il viaggio procede regolarmente e puntualissimi giungiamo a Chamois dopo un breve tratto in funivia, sotto i cui piloni incontriamo un piccolo  gruppo di camosci  che normalmente stazionano sul ripido pendio boscoso sotto il solare villaggio posto a 1815 metri, famoso perchè abitato tutto l’anno ma non raggiunto da strada. Ci si rifornisce di acqua fresca e viveri e subito, puntuali come un orologio svizzero, iniziamo il cammino verso il Col di Nana, valico che permette il passaggio in Val d’Ayas. Il ritmo è buono, il caldo non eccessivo e la voglia di chiacchierare parecchia, splendidi sono gli scorci panoramici che si succedono guadagnando quota; alle nostre spalle svettano la Grivola, i gruppi montuosi del Gran Paradiso e del Ruitor con gli ampi plateau glaciali che li caratterizzano. I fischi delle marmotte sono  numerosi e l’incontro con questi simpatici roditori d’alta quota è sempre una piacevole sorpresa. Nelle acque gelide di un laghetto ancora in parte ghiacciato riconosciamo le caratteristiche uova delle rane temporarie, costituite da gruppi di palline gelatinose che galleggiano sull’acqua, mentre alcune piccole rane appena trasformate vagano, saltellando  sulle rive dello specchio d’acqua. Poco sotto il colle decidiamo che è arrivato il tempo per un pasto seppur frugale, quindi sfoderiamo tutto ciò che abbiamo nei sacchetti dei viveri, ma la sosta non dura molto perchè le nuvole che sopraggiungono ci invitano a riprendere celermente il cammino. Attraversiamo una serie di piccoli e facili nevai che richiedono un poco di attenzione e in breve superiamo una fascia rocciosa grazie al comodo sentiero che ci permette in pochi minuti di raggiungere il rifugio Grand Tournalin a 2534 metri di quota. Abbiamo tutto il tempo necessario per rilassarci nelle nostre belle stanze (una da 8 per i maschi e una da 4 per le ragazze) e per ammirare alcuni stambecchi che si avvicinano al rifugio, anche se non vediamo l’ora di andare a cena, che in seguito sarà veramente apprezzata da tutti in quanto gustosa e abbondante. Alle 22.30 il silenzio è d’obbligo e tutti andiamo a nanna perchè siamo stanchi e domani avremo ancora un bel po’ di cammino da fare.

La sveglia del secondo giorno ci accoglie con un cielo terso e senza una nuvola e la colazione, in compagnia di un gruppo di francesi attempati, ci dà la carica per ripartire, lasciando un po’ a malincuore le comodità del rifugio Grand Tournalin. La discesa nell’ampio Vallone di Nana ci permette di abbassarci comodamente verso St. Jacques dove facciamo rifornimento di acqua e panini per il pranzo previsto presso il mitico Lago Blu. La salita al lago alterna tratti ripidi ad alcuni più pianeggianti ma in meno di 2 ore raggiungiamo il luogo del meritato riposo, sotto le partei della Rocca di verra con castore e Polluce sullo sfondo. I soliti temerari azzardano un “quasi bagno” nelle gelide acque dello specchio d’acqua, gli altri si accontentano di un semplice pediluvio, anche perchè, come spesso capita in queste occasioni, la nuvole coprono il sole e l’aria si raffredda immediatamente. Lesti ripartiamo attraversando la morena e portandoci sul piacevole sentiero che, rimanendo pressochè in quota, ci porta al caratteristico villaggio walser di Resy, quattro case in posizione splendida affacciate sulla valle. L’accoglienza di Fausta (gestore) al rifugio è come sempre ottima e non vediamo l’ora di assaggiare le leccornie preparate per la cena. Nell’attesa della cena ci si rilassa: chi con una doccia, chi con un po’ di musica a palla nel bellissimo camerone-sala lettura dell’ultimo piano, altri con una fresca bevanda al sole dei 2000 metri.

Anche questa sera condividiamo il comfort del rifugio Ferraro con un gruppo di belgi, attempati pure loro, che hanno in programma per l’indomani la traversata su Antagnod lungo il Ru Cortot. La tanto desiderata cena arriva quando i morsi della fame si fanno più decisi e ovviamente non rimaniamo delusi, né dalla qualità né dalla quantità. La notte trascorre serena nonostante un temporale del quale i più non si accorgono, così presi come sono dal sonno profondo, e la mattina ci risvegliamo con un po’ di nuvole in cielo che ci fanno subito desistere dall’idea di andare alla panoramica cime del Palon di Resy, decidendo di mantenere il programma originario, ovvero la salita al Colle di Bettaforca e la successiva discesa a Gressoney. Mai scelta fu più azzeccata, infatti, appena terminata la salita, una pioggerellina fastidiosa abbassa la temperatura e ci fa optare per una rapida discesa. La pioggia dura poco e riusciamo addirittura al fare una bella sosta nei pressi dell’incantevole chiesina di S. Anna; qualcuno acquista un portentoso panino nel piccolo bar nei pressi della funivia, altri si accontentano di dare fondo ai viveri rimasti nello zaino. La discesa successiva verso valle inizia piuttosto ripida, ma una volta raggiunte le prime case di una frazione splendidamente conservate, si distende lungo una stradina rilassante che ci porta in paese, a Gressoney la Trinitè. Qui dobbiamo attendere 3 ore il bus per il rientro a casa ma il tempo passa senza accorgersene, tra una focaccia ripiena e una coca cola, ma nessuno osa esplorare il villaggio seppur molto caretteristico. Il primo bus ci conduce a Pont St, Martin dove prendiamo l’autostradale per Milano che ci riporta puntuale “tra le braccia di mamma e papà”.

Hanno partecipato: Marta Conte, Ilaria Bonfanti, Nicolò Lanucara, Giovanni De Novellis, Francesco Bossio, Camilla Iarlori, Simone Rainoldi, Matteo Panigada, Matteo Bettinelli, Federico Mazzoleni

Alla prossima, ragazzi!!!

Prof. Giacinto Tomaselli

CORDOGLIO

Il comitato genitori del liceo scientifico “P. Bottoni” esprime profondo cordoglio per la scomparsa della studentessa Lucrezia Rendina, deceduta insieme alla mamma a causa del sisma che ha duramente colpito il nostro paese. Questo tragico evento segue di poche settimane la scomparsa di Yafet Fattori, diplomatosi a luglio presso il nostro istituto e deceduto a seguito di un incidente stradale occorso durante una vacanza con i suoi compagni di classe.

Il Comitato genitori del liceo si unisce al dolore delle famiglie, dei compagni dì classe, dei docenti della scuola e della Dirigente.

Milano, 30 agosto 2016

 

Vi proponiamo di seguito alcuni pensieri scritti per Lucrezia dai compagni della 3.C, pubblicati sul sito del Bottoni

Milano, 23 settembre 2016

 

 

Cara Lucrezia,

ci siamo incontrate solo due anni fa, stavamo ancora imparando a conoscerci.

Tu eri una ragazza diversa da noi altre, ed è questo che mi piaceva di te. I tuoi disegni erano così belli che mi facevano sognare. Abbiamo vissuto tanti momenti bellissimi insieme ma avrei voluto condividerne altri con te e concludere questo nostro percorso liceale insieme. So che tu ora, da lassù, sarai costantemente vicina a noi, ma mi mancheranno sempre il tuo carattere e il tuo riso. Sarai sempre con me,

Elena.

 

Cara Lucrezia,

ti penso ogni volta che il mio sguardo cade su un disegno ben fatto, ogni volta che guardo alla tv un cartone giapponese ed ogni volta che vedrò quel triste banco vuoto e privo di colori dove ogni giorno riempivamo i tuoi rossi capelli con le palline di carta. Tu continuerai a vivere nei nostri sogni e nei nostri ricordi.
Gabriele

 

ciao Lucrezia,

sei stata e resterai sempre per me una persona unica, che mi ha sempre  aiutato, sostenuto e supportato. Per questo ti ringrazio, amica mia, e spero che tu sia serena ora, perché meriti solo il meglio. mi manchi, ti terrò sempre nel mio cuore. Buon viaggio stella.
Arianna

 

Cara Lu,
voglio ricordati così, Scrivendoti un pensiero, sperando che tu da lassù possa riuscire a sentirmi.
Eri sempre così sorridente e allegra, con i tuoi modi di fare un po’ goffi. Mi facevi ridere Lu e l’idea che tu non possa farlo più, mi strugge. Eri la migliore! E da migliore te ne sei andata. Quando ti penso vorrei sorridere Lu, come mi dicono di fare tutti, e come dico di fare a me stessa, ma non averti più accanto ogni mattina; non sentirti ridere di gusto a squarciagola; non uscire piú insieme a mangiare il sushi; non condividere le nostre idee. Beh vedi tutto ciò mi provoca la reazione opposta. Però piano piano sto imparando a capire che in realtà tu ci sei, anche se non più fisicamente, tu ci sei, ci sei sempre stata e ci sarai in futuro; uno sguardo al cielo e tu sei lí. Non nego che a volte un senso di colpa mi assale, penso a me, che ho ancora tutta la vita davanti, e poi penso a te e al lungo viaggio che ancora ti spettava; perciò mi sono ripromessa che d’ora in poi farò tutto per due, per te e per me, vivendo a pieno le mie esperienze, proprio come mi hai insegnato tu.  Ho passato momenti indimenticabile con te; abbiamo condiviso infinite emozioni. Avrei voluto ringraziarti più spesso per tutto questo, e credo non riuscirò mai a farlo abbastanza. Però in effetti le parole non hanno lo stesso peso dei gesti per farti capire quanto ti sia grata una persona;  perciò vedi ogni mio piccolo sorriso sarà un’immenso “grazie” a te. Perciò Lu GRAZIE.
Non ti dimenticherò mai.
Francesca

 

cara Lucrezia,

che dire volevo solo ringraziarti per i momenti sereni passati insieme, per i tuoi “se hai bisogno, conta su di me!”, per i tuoi sorrisi e le risate, anche se di tutto ció non riuscirò mai a ringraziarti abbastanza ora che la tua anima è volata in cielo… Rimarrai sempre parte del mio cuore e motivo di ogni mio sorriso. NON TI DIMENTICHERÒ MAI.
Francesca

 

Ciao Lu, come stai?

Ho “fissato il vuoto” per tanto tempo prima di iniziare a scrivere. Non piangevo perché pensavo a come sei. Ti ricordi quanto ti piaceva disegnare? Facevi dei disegni bellissimi e disegnavi ovunque. Sui libri, sul diario anche sul banco qualche volta. Mi è tornata in mente quella volta in cui hai cercato di insegnarmi come si scriveva con le lettere doppie e anche se io non riuscivo tu non ti scoraggiavi; continuavi a insistere finché alla fine sei scoppiata a ridere e abbiamo lasciato perdere. Questo ricordo mi ha fatto sorridere e allora ho capito una cosa: adesso che non ci sei è così che devo ricordarti… con il sorriso. E’ difficile perché mi manchi e penso a come sarà senza di te… Ho sempre pensato che l’amicizia fosse qualcosa che si vede, che due persone per essere amiche dovessero parlare tutti i giorni e confidarsi segreti. Ma ho capito che mi sbagliavo. Non ero la prima tra le tue amiche né la custode dei tuoi segreti ma eravamo legate da qualcosa di invisibile, un filo fatto d’affetto. E deve essere molto lungo perché anche se sei lontana non si è spezzato. Mi mancherà vederti seduta là davanti, vedere che alzi la mano quando chiamano quel nome prima del mio, mi mancherà sentirmi chiedere se puoi “pasticciarmi” un po’ il diario, mi mancherà ridere insieme e ascoltarti… Non so se mi senti, non so dove sei e nemmeno cosa stai facendo ma voglio dirti questa cosa: quando ci vedremo di nuovo so che mi farai vedere un disegno che rappresenta una situazione in cui mi sono trovata e quando ti chiederò come fai a sapere che mi è successo tu mi risponderai che eri lì, che non sei mai andata via, che sei sempre stata legata a me da quel filo invisibile che è l’amore.

Chiara T.

 

Cara Lucrezia
Io che ti ho insegnato a esprimerti  in modo adeguato ora mi sento inadeguata per dire  quanto ho nel cuore.
discreta come sempre, pensavi di sfuggire ai complimenti che ti facevano arrossire, anche se ti facevano piacere. Non ci sei riuscita perché voglio che tutti sappiano che sono orgogliosa di essere stata tua insegnante e vederti crescere: vedere la tua voglia di imparare a pensare con la tua testa, senza uniformarsi per pigrizia alla massa; lottare per affrontare quello che non ti piaceva, con caparbietà; difendere i tuoi ideali e ribellarti a quanto ti sembrava ingiusto; darti con generosità agli altri e soffrire per le porte che trovavi chiuse.
Ho voluto bene a te e a tua mamma, donna coraggiosa e combattiva che viveva per te: tu eri il suo respiro.
Quest’anno insieme avremmo dovuto iniziare l’Inferno di Dante, ma tu sei già arrivata al Paradiso. Ora sarai tu la mia insegnante perché hai incontrato l’unico vero Maestro.
Ti giunga la mia carezza e la mia preghiera anche per chi hai lasciato nel dolore.
La tua proff.

 

Ciao Lu,

mi è stato chiesto di raccontare qualcosa di te, certamente le cose da dire sono tantissime ma comunque sto facendo molta fatica a farlo perché sicuramente avrei preferito che fossi stata tu a presentarti ai nuovi compagni, come ti sei presentata a me. Come ben puoi immaginare, quando abbiamo saputo della tua scomparsa eravamo tutti increduli, non poteva essere che la NOSTRA Lu non fosse più tra noi. Non poteva essere che proprio lei era così lontana da noi, in centro Italia, e che se fosse successo solo due settimane dopo sarebbe già stata tra le nostre braccia. Dopo poco però mi sono accorta che era proprio così, mi sono sentita vuota, qualcosa di me mancava, non c’era più.  In effetti pensandoci, in questi due anni sei riuscita a occupare una parte del mio cuore, ma non pensare di andartene anche da li, ti tengo stretta e lascerò per sempre che quel pezzettino rimanga a te e ai nostri ricordi insieme. Pur avendo le tue fatiche alle spalle, eri una ragazza sempre positiva e solare, coraggiosa e con una grande voglia di viaggiare. Di viaggi con la tua mamma hai avuto la fortuna di farne tanti , in giro per il mondo a scoprire culture e tradizioni diverse dalle nostre e sempre con lei hai fatto il tuo ultimo viaggio, verso il cielo. Al contrario di quello che hanno detto alcuni, non eri molto sportiva ma ce la mettevi tutta per raggiungere dei buoni risultati. Mi ricordo le nostre ore di ginnastica durante le quali facevamo pallavolo, in cui cercavo di insegnarti, per quanto io potessi, come far passare  quella dannata battuta che arrivava sempre vicinissima alla rete ma sempre nel tuo campo; ma con la tua grandissima forza di volontà riuscivi a mandarla di là durante le partite contro le altre classi e io ero sempre li, davanti a tutti per batterti per prima il cinque perché ero fiera di te. Non ti ho mai potuta vedere fare tuffi, il tuo sport, ma sono sicura che mettevi tutta te stessa e purtroppo però non sei riuscita a iniziare la pallavolo con le tue amiche perché qualcuno ti ha riservato un posto lassù, troppo presto. Come sai, sono sempre stata invidiosa della tua capacità nel disegnare, ma non essendo brava come te, mi rassegnavo e ti affidavo il mio diario che tu puntualmente decoravi con scritte e disegni e ora mi ritengo fortunata ad avere le tue “opere d’arte” ancora con me. Proprio perché eri così brava e ti appassionava così tanto disegnare, ti chiedo di non smettere di farlo perché ora hai una tela enorme che ogni pittore ti può invidiare, il cielo; sorprendici muovendo le nuvole e usando le luci del sole perché noi saremo sempre i tuoi primi ammiratori, avremo sempre la testa rivolta all’insù ad aspettare le tue opere. Noi eravamo anche amiche di compiti perché quando non ci veniva qualcosa di matematica (purtroppo spesso) eravamo li, davanti allo sportello help in cerca di un aiuto, ma forse questa volta devo ringraziare la matematica sai?! Perché senza di lei noi non avremmo passato i pranzi da me a mangiare super veloce per poi correre a scuola a farci un’altra ora di lezione e non avremmo legato come lo abbiamo fatto quest’anno. Ma oltre agli help noi ci davamo anche sostegno per telefono perché quando arrivava l’ora  di iniziare i compiti al pomeriggio ci davamo il via e mettevamo lontani i telefoni, facevamo  quello che ci eravamo messe in programma e poi ci aggiornavamo per vedere se eravamo riuscite a rispettarlo. Mi ricordo che ti sentivi in colpa a venire a mangiare da me perché tu eri troppo lontana da scuola per mangiare a casa e tornare, allora mi hai anche portato una torta, perché sapevi che sono amante del cibo quanto lo eri tu, con la tua maglietta con disegnato un hamburger gigante che a mezzogiorno faceva venire fame a tutti. Poi si sapeva che non saresti tornata in tempo perché, con il tuo perenne ritardo e il tuo 12 che non passava mai e che quando passava perdevi sarebbe stato impossibile. Beh, arrivata qui ti devo anche ringraziare perché mi hai insegnato quanto è importante la vita e che il tempo perso poi non ce lo restituisce nessuno. Cercherò sempre di tenere il sorriso che avevi tu con tutti, soprattutto quando penserò a te. Una cosa che sto facendo spesso in questi giorni è aprire la galleria del telefono dove tengo gelosamente custodite in una cartella tutta per te le foto che mi mandavi con le tue facce buffe e con effetti divertenti perché mi ricordano la persona che eri: simpatica, spontanea e divertente. Molte persone che mi sono state vicine quando hanno saputo che avevo perso una compagna mi hanno chiesto se eravamo molto legate e a questo io ho pensato molto perché non c’è una vera risposta perché con il tuo carattere sei riuscita a legare con tutti senza problemi e quindi non mi ero mai chiesta prima che rapporto avessimo noi due. Era un bel rapporto e mi mancherà ma non pensare di scappare dalle chiacchierate con me perché appena potrò e appena mi mancherai sarò lì a parlare da sola rivolta alla finestra sapendo che dietro alla finestra ci sei tu ad ascoltarmi e a proteggermi. Quindi questo non è un addio ma un arrivederci alla prossima chiacchierata. Come ben sai non sono molto brava con le parole e non ho tanta immaginazione ma l’altra sera ho creato questa poesia per te, se così si può chiamare. Augurandoti “Buon viaggio” concludo con questa, sperando che ti possa piacere. Ti ho voluto, ti voglio e ti vorrò per sempre  bene.

Chiara

 

“Poesia”:

Lucrezia la nostra stella,

la più bella.

Da lassù vedi il nostro sorriso,

ricordando il tuo viso.

Chiara C.

 

Il terremoto nell’Italia centrale pensavo fosse una cosa a me lontana ; ero ancora in vacanza e occupato a prepararmi per gli esami. Tornato poi a Milano ho appreso con incredulità la notizia della scomparsa di Lucrezia.

Quando ho realizzato ho capito che tutto è relativo poiché ciò che per me era importante e motivo di stress in realtà non è niente in confronto ai problemi che devono superare le persone colpite dal terremoto. Tutto è temporaneo perché le certezze possono mutare all’istante, tutto ciò che hai costruito può crollare ; importante è non avere rimpianti ed essere sempre a posto con sé stessi. Lucrezia non era una presenza esuberante bensì discreta; era socievole, simpatica e scherzava con tutti. Vorrei ricordarla come una figura positiva e non essere sopraffatto dal vuoto.

Simone

 

Cara Lucrezia, con il tuo modo di essere, sempre con un occhio ad un progetto che volevamo costruire insieme, e di cui tante volte sei stata ispiratrice, hai riempito i nostri cuori, e lasciandoci hai creato un vuoto incolmabile, che mai riusciremo a rimpiazzare. Ci hai fatto ridere, ci hai lasciato senza parole. Sei sempre stata unica. E così noi ti ricorderemo, con quello sguardo unico, mai triste, mai spento. Ciao Lu,

Alessandro

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