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Bullismo e cyberbullismo: un resoconto dell’incontro del 28 novembre 2018

L’incontro promosso dal Municipio 8 in collaborazione con l’ATS e con la Cooperativa EDI ha avuto lo scopo di far comprendere ai genitori quali sono le novità introdotte dalla Legge sul bullismo.

La modalità scelta è stata quella del world cafè, che ha consentito a tutti i partecipanti di esprimere le proprie opinioni e idee sul tema, partendo da un documento già elaborato da una scuola sulle policy per la prevenzione dei fenomeni di bullismo, cyberbullismo, sexting e grooming.

I circa duecento genitori che hanno partecipato, provenienti prevalentemente dall’esperienza della scuola primaria di primo e secondo grado, si sono suddivisi in gruppi e hanno approfondito le principali tematiche (definizioni, prevenzione, procedure, un caso di studio) confrontandosi poi nella riunione plenaria arricchendo la propria consapevolezza sul tema.

Qualche spunto interessante: si è rilevato come la miglior forma di prevenzione sia costituito dalla creazione di un clima sociale positivo nelle classi e di come questo sia a carico degli insegnanti (anche oltre il tempo scuola!) e dei genitori, che attraverso una buona comunicazione con i propri figli possono capire se il clima della classe è positivo e, nel caso, intervenire parlandone tra loro e con gli insegnanti.

Certamente il tema del bullismo è meno sentito nella scuola secondaria, per quanto il passaggio dalle “medie” alle “superiori” costituisca un momento di transizione in cui possono trascinarsi atteggiamenti meno consapevoli e per questo ancora potenzialmente pericolosi; tuttavia, non deve essere abbassata la guardia neanche alle superiori, soprattutto quando gli atteggiamenti di esclusione o di giudizio tra compagni possono essere più sfumati o subdoli, ma non per questo trascurabili.

Un altro aspetto che è emerso consiste nel riuscire a dare il giusto peso agli eventi: il bullismo ha caratteristiche specifiche (il divario tra aggressore e aggredito, la presenza di un pubblico, la ripetitività degli eventi, …); non tutto è bullismo, e va posta una certa attenzione – soprattutto da parte dei genitori – nell’attribuzione oggettiva degli eventi nel contesto più appropriato.

Il caso di studio, poi, ha permesso di confrontarsi in modo concreto su un episodio di fantasia, concentrando la propria attenzione non tanto sul comportamento dei ragazzi coinvolti quanto piuttosto su quello degli adulti.

In sintesi: una ragazza manda delle foto intime al proprio ragazzo, il quale le manda ad un suo amico che a sua volta le condivide con altri ragazzi. La cosa diviene nota ai genitori che pubblicano queste foto sulla chat dei genitori. Tutte le amiche della ragazza l’allontanano e lei si sente depressa fino a quando contatta un’insegnante attraverso facebook con la quale si confronta in modo emotivo; l’insegnante le suggerisce di rivolgersi ai propri genitori, mentre la dirigente scolastica, venuta a conoscenza della cosa e a fronte del fatto che il numero di telefono della ragazza viene scritto nei bagni con pesanti allusioni, convoca la ragazza.

Pur nell’astrattezza dell’episodio e nella mancanza di alcuni elementi che potrebbero essere dirimenti, la discussione tra i genitori si è concentrata sullo stigmatizzare il comportamento del ragazzo che diffonde le foto, su quello dei genitori che pubblicano la foto nella chat e su quello dell’insegnante che in qualche modo prova ad aiutare la ragazza. Su quest’ultimo punto in particolare il giudizio dei genitori è stato sorprendentemente positivo, anche se – confrontandomi con gli ideatori dell’incontro della cooperativa EDI – si evidenziava l’inopportunità di un rapporto insegnante-studente sui social, soprattutto quando l’emotività prende il sopravvento. Un intervento che sembra amorevole, ma che potenzialmente può generare ulteriori fatiche e appesantimenti.

Alla fine dell’incontro ci è stato proposto un link con numerosi approfondimenti, video, suggerimenti e anche guide per abilitare il “parental control” sui dispositivi elettronici dei ragazzi, un altro tema fatto emergere nell’incontro da qualche genitore per il quale il diritto alla privacy del figlio o della figlia viene ben dopo la sua tutela da questi fenomeni.

Bullismo e cyberbullismo

Mercoledì 28 novembre presso il Civico Auditorium del Municipio 8, in via Quarenghi 21, si terrà un world cafè per conoscere e confrontarsi sulle politiche di contrasto al bullismo e alla sua versione moderna: il cyberbullismo.

 

Organizzato dal Municipio 8 in collaborazione con Save the Children, l’ATS  e EDI Onlus, l’incontro è un’occasione per conoscere, approfondire e condividere la policy elaborata dal Municipio all’interno dello specifico osservatorio del fenomeno; si tratta quindi di trovare insieme le strategie per affrontare quella che è diventata una vera e propria emergenza di fronte alla quale i nostri ragazzi sono spesso indifesi.

Il metodo del “world cafè” è  semplice ed efficace nel dar vita a conversazioni informali, vivaci e costruttive: particolarmente utile per stimolare la creatività e la partecipazione, promuove la partecipazione e l’empowerment sociale.

 

Appuntamento dalle 18 alle 20 presso l’auditorium Enzo Baldoni: è gradita la conferma per la partecipazione a redazione@genitoribottoni.org

 

Bullismo e Cyberbullismo a scuola

La classifica dei Licei: qualche commento sulla ricerca di Eduscopio (fond. Agnelli)

Annualmente, in corrispondenza con gli open day organizzati dalle scuole, la Fondazione Agnelli pubblica la sua ricerca “Eduscopio“.

Naturalmente per le famiglie risulta un sistema comodo e oggettivo per scegliere la scuola da proporre alla propria ragazza o al proprio ragazzo. Tra i criteri di una scuola giudicata buona (e che sarà nella parte alta della classifica) c’è la qualità della preparazione, che consentirà un percorso più agevole soprattutto all’Università.

Spesso, però, la scuola “dura” o “severa” non è necessariamente un elemento che va a braccetto con la preparazione, e ce lo dice la ricerca stessa, come riporta il Corriere della Sera .

«Questa edizione di Eduscopio è ancora più ricca, i genitori troveranno per la prima volta i risultati dei licei scientifici delle scienze applicate scorporati dai tradizionali, così come l’opzione economico sociale dei licei delle scienze umanefa notare Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnellima abbiamo anche deciso di andare a verificare se le scuole migliori fossero le più severe, un’ipotesi di partenza che è stata smentita: non c’è alcuna correlazione, semmai è vero il contrario». E così può capitare che il liceo Cavour, da 3 anni primo nella classifica generale dei classici, risulti anche tra i più «inclusivi». Malgrado un’immagine difficile da scrollarsi di dosso, riesce a portare al diploma senza bocciature o abbandoni il 70,7% dei suoi studenti. «Sono moltissimi anni che investiamo sul recupero e sul sostegno — commenta la preside Manuela Ainardi —. Mi fa piacere che la statistica riconosca il nostro impegno». 

Quindi non è la severità, la durezza, la quantità di compiti o altri elementi che formano con successo i nostri ragazzi e ragazze: è la capacità di essere inclusivi.

 

I genitori nella scuola: una riforma mancata

A chi legge ancora i giornali sarà capitato di imbattersi in un botta e risposta tra Corrado Augias e alcuni lettori sul ruolo dei genitori della scuola.

Se da un lato il professor Galimberti, noto filosofo, auspica la scomparsa dei genitori dalla scuola altri genitori rivendicano il proprio ruolo, pur osservando che “la verità è che va bene a scuola chi è bravo e non ha problemi, come è sempre stato” oppure “senza genitori in molti istituti non si potrebbe nemmeno aprire”.

Augias conclude dicendo che “la presenza dei genitori non è il più grave (dei problemi nella scuola)” e forse ha ragione. Ma mi sembra abbastanza evidente che dopo oltre quarant’anni dai decreti delegati le aspirazioni del legislatore non si sono pienamente realizzate.

Ognuno avrà la sua idea in merito e a me preme suscitare un dialogo e una riflessione tra le diverse componenti (insegnanti, studenti e genitori) che possa poi dar luogo a concrete buone pratiche.

Certo la partecipazione dei genitori negli organi collegiali del Bottoni è garantita: siamo nel Consiglio d’Istituto, abbiamo recentemente eletto i rappresentanti di classe, abbiamo numerosi gruppi di lavoro misti tra genitori ed insegnanti per occuparsi della scuola e dei suoi problemi.

C’è un però….

Ogni forma di partecipazione”, scrive il sig. Merolli, “all’interno dei vari ambiti della vita associata esprime la realizzazione di un sistema democratico compiuto. Di fatto, però, il diritto alla rappresentanza e alla co-presenza educativa dei genitori non ha dato i frutti sperati, si è andato insterilendo e corrompendo fino ad assumere la forma di uno strumento di pressione nei confronti degli insegnanti, tesa in prevalenza a ottenere una valutazione positiva per i propri figli”.

Che la partecipazione all’interno della scuola sia la dimostrazione del generale disinteresse per i meccanismi democratici si coglie dall’affluenza dei genitori alle assemblee del nostro Comitato o alle recenti elezioni dei rappresentanti: l’affluenza al voto è stata mediamente intorno al 20-25%. Eppure ho la sensazione che il numero di iscritti alle varie chat di classe su Whatsapp sia molto più alto (io azzarderei un 90% delle famiglie, in attesa di analisi statistiche più precise…). Forse dovremo valutare di fare le elezioni dei rappresentanti su Whatsapp!

Ed è su Whatsapp che viaggiano le informazioni sull’effettivo stato della classe, dei suoi problemi, del rapporto con gli insegnanti: di fatto le chat di classe hanno sostituito gli organi collegiali? Non siamo eletti per fare i passacarte delle delibere o i destinatari delle circolari, siamo eletti per incidere davvero nei meccanismi della scuola.

E un punto emerso anche nell’ultima assemblea è quello dello scambio vicendevole delle informazioni, su cui abbiamo tanto da lavorare!

Ma il vero problema credo sia il secondo: l’interpretazione del ruolo del genitore all’interno della Scuola (maiuscola non a caso) come avvocato del proprio figlio.

Sono fermamente convinto che tale interpretazione sia profondamente sbagliata e che sia in fondo la radice delle precedenti riflessioni negative sul ruolo dei genitori. Se si vuole intervenire a difesa del proprio figlio/figlia  lo si deve fare perché è in gioco un diritto di tutti gli studenti (come sui Piani didattici personalizzati, sulla didattica troppo permissiva, sulle strutture, sull’offerta di proposte che si integrano e completano quelle scolastiche, ecc.), non certo perché si vuole alzare un voto, spostare un compito in classe o garantire una promozione.

L’insterilimento e la corruzione del ruolo dei genitori risiede proprio in questo: svuotare del significato rappresentativo gli organi collegiali e limitare il ruolo dei genitori a difensori del figlio o della figlia.

Io sono convinto che il Comitato dei Genitori saprà evitare questa deriva con il contributo di tutti.

Alternanza Scuola Lavoro 2018/2019

Con la Circolare 92 la Scuola ha ufficializzato il progetto di ASL in collaborazione con i genitori.

Il percorso è stato concordato con il corpo docente (prof. Castellano) ed ha come obiettivo quello di fornire ai ragazzi alcuni elementi fondamentali nella vita adulta nei confronti del lavoro. Per non appesantire la formazione si privilegeranno modalità interattive, i gruppi di lavoro e anche gli aspetti più giocosi.

Questo il programma:

Modulo 1: LE PROFESSIONI DEL FUTURO (4 ore)

  • Il mondo del lavoro, aspettative vs realtà. Tipologie di lavoro e modalità contrattuali.
  •  preparazione lavoro di gruppo
  • analisi e discussione lavoro di gruppo

Modulo 2: LA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA (4 ore)

  • esposizione contrattazione collettiva, introduzione generica ai principali CCNL applicati (Terziario, Metalmeccanico, Gomma Plastica, Credito ed Assicurazioni, Pubblici Esercizi, Chimico,Alimentari)
  • lavoro di gruppo: analisi dei CCNL assegnati e restituzione

Modulo 3: IL CURRICULUM VITAE ED IL COLLOQUIO DI SELEZIONE (6 ore)

  •  introduzione alla stesura di un CV efficace ed al colloquio di selezione quali strategie adottare, quali aspettative e quali insidie. Impostazione e stesura CV. Preparazione lavoro di gruppo
  • lavoro di gruppo con gioco di ruolo candidato/datore di lavoro

Modulo 4: IL VALORE DEI SOLDI capire l’economia e conoscere la finanza etica (6 ore)

  • Economia, finanza, organizzazioni economiche
  • I giochi delle banche (in collaborazione con il GIT Milano di Banca Etica)
  • Stati e mercati: cosa succede nel mondo reale

Le attività dei primi tre moduli occuperanno tutti i sabati di novembre e dicembre, mentre il quarto modulo si terrà durante i giorni della settimana.

Il GdL ASL invita tutti i genitori che volessero a partecipare agli incontri di sabato come facilitatori e magari come docenti: potete mandare una mail a redazione@genitoribottoni.org oppure a presidentecomitatogenitori@liceobottoni.gov.it