Monthly Archives: agosto 2016

CORDOGLIO

Il comitato genitori del liceo scientifico “P. Bottoni” esprime profondo cordoglio per la scomparsa della studentessa Lucrezia Rendina, deceduta insieme alla mamma a causa del sisma che ha duramente colpito il nostro paese. Questo tragico evento segue di poche settimane la scomparsa di Yafet Fattori, diplomatosi a luglio presso il nostro istituto e deceduto a seguito di un incidente stradale occorso durante una vacanza con i suoi compagni di classe.

Il Comitato genitori del liceo si unisce al dolore delle famiglie, dei compagni dì classe, dei docenti della scuola e della Dirigente.

Milano, 30 agosto 2016

 

Vi proponiamo di seguito alcuni pensieri scritti per Lucrezia dai compagni della 3.C, pubblicati sul sito del Bottoni

Milano, 23 settembre 2016

 

 

Cara Lucrezia,

ci siamo incontrate solo due anni fa, stavamo ancora imparando a conoscerci.

Tu eri una ragazza diversa da noi altre, ed è questo che mi piaceva di te. I tuoi disegni erano così belli che mi facevano sognare. Abbiamo vissuto tanti momenti bellissimi insieme ma avrei voluto condividerne altri con te e concludere questo nostro percorso liceale insieme. So che tu ora, da lassù, sarai costantemente vicina a noi, ma mi mancheranno sempre il tuo carattere e il tuo riso. Sarai sempre con me,

Elena.

 

Cara Lucrezia,

ti penso ogni volta che il mio sguardo cade su un disegno ben fatto, ogni volta che guardo alla tv un cartone giapponese ed ogni volta che vedrò quel triste banco vuoto e privo di colori dove ogni giorno riempivamo i tuoi rossi capelli con le palline di carta. Tu continuerai a vivere nei nostri sogni e nei nostri ricordi.
Gabriele

 

ciao Lucrezia,

sei stata e resterai sempre per me una persona unica, che mi ha sempre  aiutato, sostenuto e supportato. Per questo ti ringrazio, amica mia, e spero che tu sia serena ora, perché meriti solo il meglio. mi manchi, ti terrò sempre nel mio cuore. Buon viaggio stella.
Arianna

 

Cara Lu,
voglio ricordati così, Scrivendoti un pensiero, sperando che tu da lassù possa riuscire a sentirmi.
Eri sempre così sorridente e allegra, con i tuoi modi di fare un po’ goffi. Mi facevi ridere Lu e l’idea che tu non possa farlo più, mi strugge. Eri la migliore! E da migliore te ne sei andata. Quando ti penso vorrei sorridere Lu, come mi dicono di fare tutti, e come dico di fare a me stessa, ma non averti più accanto ogni mattina; non sentirti ridere di gusto a squarciagola; non uscire piú insieme a mangiare il sushi; non condividere le nostre idee. Beh vedi tutto ciò mi provoca la reazione opposta. Però piano piano sto imparando a capire che in realtà tu ci sei, anche se non più fisicamente, tu ci sei, ci sei sempre stata e ci sarai in futuro; uno sguardo al cielo e tu sei lí. Non nego che a volte un senso di colpa mi assale, penso a me, che ho ancora tutta la vita davanti, e poi penso a te e al lungo viaggio che ancora ti spettava; perciò mi sono ripromessa che d’ora in poi farò tutto per due, per te e per me, vivendo a pieno le mie esperienze, proprio come mi hai insegnato tu.  Ho passato momenti indimenticabile con te; abbiamo condiviso infinite emozioni. Avrei voluto ringraziarti più spesso per tutto questo, e credo non riuscirò mai a farlo abbastanza. Però in effetti le parole non hanno lo stesso peso dei gesti per farti capire quanto ti sia grata una persona;  perciò vedi ogni mio piccolo sorriso sarà un’immenso “grazie” a te. Perciò Lu GRAZIE.
Non ti dimenticherò mai.
Francesca

 

cara Lucrezia,

che dire volevo solo ringraziarti per i momenti sereni passati insieme, per i tuoi “se hai bisogno, conta su di me!”, per i tuoi sorrisi e le risate, anche se di tutto ció non riuscirò mai a ringraziarti abbastanza ora che la tua anima è volata in cielo… Rimarrai sempre parte del mio cuore e motivo di ogni mio sorriso. NON TI DIMENTICHERÒ MAI.
Francesca

 

Ciao Lu, come stai?

Ho “fissato il vuoto” per tanto tempo prima di iniziare a scrivere. Non piangevo perché pensavo a come sei. Ti ricordi quanto ti piaceva disegnare? Facevi dei disegni bellissimi e disegnavi ovunque. Sui libri, sul diario anche sul banco qualche volta. Mi è tornata in mente quella volta in cui hai cercato di insegnarmi come si scriveva con le lettere doppie e anche se io non riuscivo tu non ti scoraggiavi; continuavi a insistere finché alla fine sei scoppiata a ridere e abbiamo lasciato perdere. Questo ricordo mi ha fatto sorridere e allora ho capito una cosa: adesso che non ci sei è così che devo ricordarti… con il sorriso. E’ difficile perché mi manchi e penso a come sarà senza di te… Ho sempre pensato che l’amicizia fosse qualcosa che si vede, che due persone per essere amiche dovessero parlare tutti i giorni e confidarsi segreti. Ma ho capito che mi sbagliavo. Non ero la prima tra le tue amiche né la custode dei tuoi segreti ma eravamo legate da qualcosa di invisibile, un filo fatto d’affetto. E deve essere molto lungo perché anche se sei lontana non si è spezzato. Mi mancherà vederti seduta là davanti, vedere che alzi la mano quando chiamano quel nome prima del mio, mi mancherà sentirmi chiedere se puoi “pasticciarmi” un po’ il diario, mi mancherà ridere insieme e ascoltarti… Non so se mi senti, non so dove sei e nemmeno cosa stai facendo ma voglio dirti questa cosa: quando ci vedremo di nuovo so che mi farai vedere un disegno che rappresenta una situazione in cui mi sono trovata e quando ti chiederò come fai a sapere che mi è successo tu mi risponderai che eri lì, che non sei mai andata via, che sei sempre stata legata a me da quel filo invisibile che è l’amore.

Chiara T.

 

Cara Lucrezia
Io che ti ho insegnato a esprimerti  in modo adeguato ora mi sento inadeguata per dire  quanto ho nel cuore.
discreta come sempre, pensavi di sfuggire ai complimenti che ti facevano arrossire, anche se ti facevano piacere. Non ci sei riuscita perché voglio che tutti sappiano che sono orgogliosa di essere stata tua insegnante e vederti crescere: vedere la tua voglia di imparare a pensare con la tua testa, senza uniformarsi per pigrizia alla massa; lottare per affrontare quello che non ti piaceva, con caparbietà; difendere i tuoi ideali e ribellarti a quanto ti sembrava ingiusto; darti con generosità agli altri e soffrire per le porte che trovavi chiuse.
Ho voluto bene a te e a tua mamma, donna coraggiosa e combattiva che viveva per te: tu eri il suo respiro.
Quest’anno insieme avremmo dovuto iniziare l’Inferno di Dante, ma tu sei già arrivata al Paradiso. Ora sarai tu la mia insegnante perché hai incontrato l’unico vero Maestro.
Ti giunga la mia carezza e la mia preghiera anche per chi hai lasciato nel dolore.
La tua proff.

 

Ciao Lu,

mi è stato chiesto di raccontare qualcosa di te, certamente le cose da dire sono tantissime ma comunque sto facendo molta fatica a farlo perché sicuramente avrei preferito che fossi stata tu a presentarti ai nuovi compagni, come ti sei presentata a me. Come ben puoi immaginare, quando abbiamo saputo della tua scomparsa eravamo tutti increduli, non poteva essere che la NOSTRA Lu non fosse più tra noi. Non poteva essere che proprio lei era così lontana da noi, in centro Italia, e che se fosse successo solo due settimane dopo sarebbe già stata tra le nostre braccia. Dopo poco però mi sono accorta che era proprio così, mi sono sentita vuota, qualcosa di me mancava, non c’era più.  In effetti pensandoci, in questi due anni sei riuscita a occupare una parte del mio cuore, ma non pensare di andartene anche da li, ti tengo stretta e lascerò per sempre che quel pezzettino rimanga a te e ai nostri ricordi insieme. Pur avendo le tue fatiche alle spalle, eri una ragazza sempre positiva e solare, coraggiosa e con una grande voglia di viaggiare. Di viaggi con la tua mamma hai avuto la fortuna di farne tanti , in giro per il mondo a scoprire culture e tradizioni diverse dalle nostre e sempre con lei hai fatto il tuo ultimo viaggio, verso il cielo. Al contrario di quello che hanno detto alcuni, non eri molto sportiva ma ce la mettevi tutta per raggiungere dei buoni risultati. Mi ricordo le nostre ore di ginnastica durante le quali facevamo pallavolo, in cui cercavo di insegnarti, per quanto io potessi, come far passare  quella dannata battuta che arrivava sempre vicinissima alla rete ma sempre nel tuo campo; ma con la tua grandissima forza di volontà riuscivi a mandarla di là durante le partite contro le altre classi e io ero sempre li, davanti a tutti per batterti per prima il cinque perché ero fiera di te. Non ti ho mai potuta vedere fare tuffi, il tuo sport, ma sono sicura che mettevi tutta te stessa e purtroppo però non sei riuscita a iniziare la pallavolo con le tue amiche perché qualcuno ti ha riservato un posto lassù, troppo presto. Come sai, sono sempre stata invidiosa della tua capacità nel disegnare, ma non essendo brava come te, mi rassegnavo e ti affidavo il mio diario che tu puntualmente decoravi con scritte e disegni e ora mi ritengo fortunata ad avere le tue “opere d’arte” ancora con me. Proprio perché eri così brava e ti appassionava così tanto disegnare, ti chiedo di non smettere di farlo perché ora hai una tela enorme che ogni pittore ti può invidiare, il cielo; sorprendici muovendo le nuvole e usando le luci del sole perché noi saremo sempre i tuoi primi ammiratori, avremo sempre la testa rivolta all’insù ad aspettare le tue opere. Noi eravamo anche amiche di compiti perché quando non ci veniva qualcosa di matematica (purtroppo spesso) eravamo li, davanti allo sportello help in cerca di un aiuto, ma forse questa volta devo ringraziare la matematica sai?! Perché senza di lei noi non avremmo passato i pranzi da me a mangiare super veloce per poi correre a scuola a farci un’altra ora di lezione e non avremmo legato come lo abbiamo fatto quest’anno. Ma oltre agli help noi ci davamo anche sostegno per telefono perché quando arrivava l’ora  di iniziare i compiti al pomeriggio ci davamo il via e mettevamo lontani i telefoni, facevamo  quello che ci eravamo messe in programma e poi ci aggiornavamo per vedere se eravamo riuscite a rispettarlo. Mi ricordo che ti sentivi in colpa a venire a mangiare da me perché tu eri troppo lontana da scuola per mangiare a casa e tornare, allora mi hai anche portato una torta, perché sapevi che sono amante del cibo quanto lo eri tu, con la tua maglietta con disegnato un hamburger gigante che a mezzogiorno faceva venire fame a tutti. Poi si sapeva che non saresti tornata in tempo perché, con il tuo perenne ritardo e il tuo 12 che non passava mai e che quando passava perdevi sarebbe stato impossibile. Beh, arrivata qui ti devo anche ringraziare perché mi hai insegnato quanto è importante la vita e che il tempo perso poi non ce lo restituisce nessuno. Cercherò sempre di tenere il sorriso che avevi tu con tutti, soprattutto quando penserò a te. Una cosa che sto facendo spesso in questi giorni è aprire la galleria del telefono dove tengo gelosamente custodite in una cartella tutta per te le foto che mi mandavi con le tue facce buffe e con effetti divertenti perché mi ricordano la persona che eri: simpatica, spontanea e divertente. Molte persone che mi sono state vicine quando hanno saputo che avevo perso una compagna mi hanno chiesto se eravamo molto legate e a questo io ho pensato molto perché non c’è una vera risposta perché con il tuo carattere sei riuscita a legare con tutti senza problemi e quindi non mi ero mai chiesta prima che rapporto avessimo noi due. Era un bel rapporto e mi mancherà ma non pensare di scappare dalle chiacchierate con me perché appena potrò e appena mi mancherai sarò lì a parlare da sola rivolta alla finestra sapendo che dietro alla finestra ci sei tu ad ascoltarmi e a proteggermi. Quindi questo non è un addio ma un arrivederci alla prossima chiacchierata. Come ben sai non sono molto brava con le parole e non ho tanta immaginazione ma l’altra sera ho creato questa poesia per te, se così si può chiamare. Augurandoti “Buon viaggio” concludo con questa, sperando che ti possa piacere. Ti ho voluto, ti voglio e ti vorrò per sempre  bene.

Chiara

 

“Poesia”:

Lucrezia la nostra stella,

la più bella.

Da lassù vedi il nostro sorriso,

ricordando il tuo viso.

Chiara C.

 

Il terremoto nell’Italia centrale pensavo fosse una cosa a me lontana ; ero ancora in vacanza e occupato a prepararmi per gli esami. Tornato poi a Milano ho appreso con incredulità la notizia della scomparsa di Lucrezia.

Quando ho realizzato ho capito che tutto è relativo poiché ciò che per me era importante e motivo di stress in realtà non è niente in confronto ai problemi che devono superare le persone colpite dal terremoto. Tutto è temporaneo perché le certezze possono mutare all’istante, tutto ciò che hai costruito può crollare ; importante è non avere rimpianti ed essere sempre a posto con sé stessi. Lucrezia non era una presenza esuberante bensì discreta; era socievole, simpatica e scherzava con tutti. Vorrei ricordarla come una figura positiva e non essere sopraffatto dal vuoto.

Simone

 

Cara Lucrezia, con il tuo modo di essere, sempre con un occhio ad un progetto che volevamo costruire insieme, e di cui tante volte sei stata ispiratrice, hai riempito i nostri cuori, e lasciandoci hai creato un vuoto incolmabile, che mai riusciremo a rimpiazzare. Ci hai fatto ridere, ci hai lasciato senza parole. Sei sempre stata unica. E così noi ti ricorderemo, con quello sguardo unico, mai triste, mai spento. Ciao Lu,

Alessandro